Giovedì 7 giugno

CONCERTI

 

21:00 – Suonatori della Valle del Savena

I Suonatori della Valle del Savena presentano al pubblico di città una testimonianza della cultura musicale delle valli bolognesi. Il gruppo riunisce sul palco tre generazioni di suonatori, tutti nati da un apprendistato tradizionale; eseguono quindi il repertorio dei balli antichi “ad orecchio”, insieme al liscio elaborato attraverso le orchestrine più moderne.

23:00 – Archam

Gli Archam sono un gruppo balfolk brutto e cattivo che suona male male male. Non ci si spiega perché la gente che li ascolta balli e si diverta, eppur lo fa. Indubbiamente i loro pezzi, un pessimo mix di influenze francesi, irlandesi, sarde e da tutto il bacino del mediterraneo, ahimè, in qualche modo fanno presa sui poveri danzatori.

Questo fenomeno di dubbio gusto ha avuto inizio a Bologna, noto luogo di perdizione, grazie alla presenza dei famigerati Giovani Danzatori Bolognesi, che ha nutrito e protetto i loschi figuri che lo animano.

Si noti che il nome “Archam” deriva dal dialettale arciàm, “richiamo”: si intuisce quindi la natura beffarda e ingannevole di tale empia entità.

I cospiratori che ne fanno parte, dei veri e propri perdigiorno, diciamolo, sono stati più volte riconosciuti e segnalati.

Fosca: violino, voce
Giorgio: fisarmonica
ElisaBetta: fisarmonica, fischio
Lippo: chitarra acustica e flauti
Luca: mandola, chitarra e ukulele basso
Sebastiano: cajon, darbuka, voce
Gloria: sega musicale, voce

Venerdì 8 giugno

CONCERTI

 

20:00-22:00 – Sonadores de Lobas


Il gruppo è nato in collaborazione con l’associazione
Lobas fondata da Gianni Mereu, che da oltre 30 anni si occupa della diffusione delle danze della Sardegna nei principali festival nazionali ed internazionali. L’ensemble ha in organico i principali strumenti della tradizione e in repertorio le molteplici danze dell’isola, caratterizzate da un forte impatto sonoro e ritmico.

 

22:30-00:30 – TŠK (Tradicinių Šokių Klubas)

“Suoniamo come liberi musicisti che volenterosamente si ritrovano ai balli. Ci piace la musica tradizionale e l’improvvisazione. Soprattutto cinque di noi suonano insieme durante gli eventi del Club di Danza Tradizionale di Vilnius (TŠK). Durante le feste suoniamo musiche folk lituane, lettoni, estoni, bielorusse, polacche e di altri luoghi. Nello stesso gruppo di cinque spesso rappresentiamo il TŠK (sia suonando durante i balli sia insegnando a ballare), in eventi maggiori a Vilnius ed in altre città.

Il Club di danza tradizionale
Dall’autunno del 2002 l’associazione della cultura etnica lituana organizza regolarmente eventi del TŠK (Club di Danza Tradizionale) a Vilnius. Gli obiettivi principali del club sono: diffondere le danze lituane tradizionali nella società; sviluppare metodi di insegnamento della danza tradizionale attraverso la cooperazione con insegnanti da tutta la Lituania e altre nazioni europee. Questo club è diventato popolare tra i danzatori di tutte le età e è oggi leader nella diffusione delle danze tradizionali. Il club è spesso visitato da studenti stranieri e da rappresentanti di club simili in Lettonia, Bielorussia, Estonia e altri luoghi. Seguendo l’esempio del TŠK altri club sono sorti in altre città. I danzatori del club di Vilnius frequentano i loro eventi e ne promuovono altri di  tipo educativo per attrarre le persone locali al movimento delle danze tradizionali.

TŠK:
Daumantas Čepulis: armonica
Teresė Andrijauskaitė: violino, mandolino
Milda Andrijauskaitė: violino, mandolino
Austėja Davulytė: violino
Raminta Medvedevaitė: tamburello


 

00:50-2:50 – ZEF


“Un desiderio comune di scuotere le convenzioni e di trascinare i ballerini in un giro mozzafiato! Un mix di personalità forti, una tempesta colorata sul palco… Concerti e danze, musica elettrizzante, ipnotica, dal neo-trad alla musica attuale.”


Così si presentano gli ZEF, gruppo francese che da oltre quindici anni si ispira alla tradizione musicale popolare transalpina e la ripropone in chiave moderna con composizioni originali.

Baltazar Montanaro: violino
Damien Dulau: chitarra
Jean-Michel Martineau: basso e flauti
Aurélien Claranbaux: organetto
Laurent Geoffroy: organetto


Consulta anche le pagine degli stage di danza, stage di musica e delle escursioni

Sabato 9 Giugno

CONCERTI

18:00-20:00 – Finale del concorso musicale “Mauro Burnelli”

I 3 finalisti del concorso musicale si esibiranno per trenta minuti ciascuno durante i quali eseguiranno i due brani inviati per le selezioni e altri pezzi a scelta attinenti al genere balfolk. Durante la serata del 9 giungo saranno decretati e premiati i vincitori!

 

21:00-23:00 – Komred

I Komred sono cinque giovani musicisti che hanno scoperto, insieme, molto presto, la musica e la danza tradizionale dell’Auvergne, a Gamounet presso l’associazione Les Brayauds dei fratelli Champion, che ha promosso la conoscenza delle radici musicali e coreutiche della Basse-Auvergne. I Komred sono sempre al servizio dei ballerini, con un ricco lavoro di arrangiamenti che sfrutta al meglio i timbri e le sonorità dei loro vari strumenti. Le bourrées e le altre melodie tradizionali sono lavorate, digerite, colorate…nel rispetto dello stile, del fraseggio e della cadenza. Aggiungendo a questo ricco repertorio locale le loro composizioni, i musicisti propongono un concerto a ballo dell’Auvergne energico e vivo che ha come filo conduttore la bourrée a tre tempi!

Clémence, Mathilde, Antoine, Cyril e Loïc si sono incontrati durante l’atelier di musica d’insieme presso Les Brayauds, sotto la supervisione di Jean-Marc Delaunay, Sonia Rogowski e Basile Brémaud. Dopo molti anni, durante i quali hanno scoperto il piacere di suonare in concerti a ballo, decidono nel 2003 di fondare il loro proprio gruppo: questi cinque musicisti si ritrovano in comité réduit (formazione ridotta) dal quale deriva proprio il loro nome “komred”. Da quel momento il gruppo anima numerosi balli, un po’ ovunque in Francia, attività che li porterà a registrare diversi dischi e a vincere numerosi premi e concorsi.

 

23:20-01:20 – Bilaka

Bilaka è il polo di produzione coreutica dei Paesi Baschi, un collettivo di Bayonne che accoglie e raggruppa ballerini e musicisti in progetti di ricerca e conservazione del patrimonio immateriale dei Paesi Baschi, dalle sue radici più popolari fino all’espressione più all’avanguardia.

Questi specialisti della danza e musica tradizionale basca saranno presenti al Reno Folk Festival 2018, oltre che per il concerto, per presentarvi  il loro spettacolo Soka, una loro recente creazione, ma anche per proporvi due stage di danza tradizionale basca e un ballo trad.

 

01:40-03:40 – Duo Montanaro-Cavez

Una fisarmonica e un violino
Un viaggio tra venti del nord e suoni dell’est
Un’emozione a volte improvvisata
A volte libero, morbido o teso …
Una musica senza confini, senza nome … libera

Il duo composto da Sophie Cavez (BE) e Baltazar Montanaro (FR) propone musica originale per organetto e violino. I due giovani musicisti, attivi da anni nell’ambito della musica tradizionale e acustica, presenteranno il repertorio dell’ultimo lavoro discografico Escale, prodotto dalla radio nazionale belga.

Una proposta artistica raffinata, intima, da non  perdere, in un concerto intenso con una musica senza frontiere, emozionante e coinvolgente da ascoltare e da ballare.

Baltazar Montanaro: violino, violino baritono
Sophie Cavez: organetto

Stage di musica

Canti occitani – Cocanha

Le tre cantanti di Cocanha propongono un momento di canto collettivo, basato sul repertorio occitano. Con giochi di ritmi e polifonie, il laboratorio si orienterà verso un pratica ludica e cadenzata del canto tradizionale, ora per condurre la danza, ora per provare l’energia collettiva del canto polifonico. La lingua occitana costituirà il nostro campo da gioco vocale: la mangeremo, assaporeremo, la faremo suonare insieme.

Numero massimo di partecipanti: 25

Tamburello sulle tecniche tradizionali della Puglia – Domenico Celiberti

Nella multiforme e variegata tradizione musicale del sud Italia, il tamburello ne è di sicuro l’elemento portante più arcaico e significativo. La varietà di ritmi, suoni e tecniche ad esso legato è l’espressione di altrettanta diversità della gente che vive e suona questa musica. In questa lezione cercheremo di esplorare alcuni differenti stili del macrogruppo della “Tarantella” nelle sue varianti locali in Puglia, in particolare verranno analizzate e proposte alcune tecniche sulla Pizzica pizzica del Salento e della bassa Murgia e dell’area del Gargano.

E’ consigliabile avere il proprio strumento, ma possiamo prestare 6 tamburelli.

Domenico Celiberti

Domenico Celiberti, affermato polistrumentista pugliese, da numerosi anni compie ricerca sul repertorio del suo territorio d’origine e collabora in tutta Italia, nonché in Francia, con molte formazioni musicali di impronta fortemente tradizionale (Capa Cupa, Tittomme, Tomma Tomme, Paranza del Geco, Le Bal Rital-Paris).

 

Mandolino bolognese da ballo – Lorenzo Cuppi

«Mi sono avvicinato al mandolino bolognese sin dall’infanzia tramite un parente acquisito, Nino Ricci, che amava farsi accompagnare alle feste familiari da mio padre Bruno, che era stato chitarrista semi-professionista nelle orchestrine da ballo negli anni ‘50 e ‘60.
Ad undici anni ebbi in regalo dalla nonna paterna un primo mandolino. Fu però soprattutto mio padre a riprendere in mano lo strumento, suonando alcuni brani di liscio antico bolognese e altri brani melodici, specie napoletani. Accompagnavo mio padre alla chitarra macinando accordi e giri armonici altrimenti desueti.
Da adolescente lasciai lo studio del mandolino, ma con l’arrivo in Inghilterra sentii il bisogno di imparare i brani di liscio bolognese di mio padre. Avevo anche ascoltato il più autorevole e ormai unico mandolinista bolognese filuzziano in attività, in arte Sisén, che aveva in repertorio alcuni brani di liscio antico.
Con questi studi, scavi nella memoria e ricerche ho così messo insieme un piccolo repertorio di valzer, mazurche e polke, tipiche della città e del suo circondario che si rifanno certamente al periodo ante-guerra e pre-Marcheselli ma sono stati trasmessi fino ad oggi.
Lo stage tratterà questo repertorio, la sua storia e le figure principali. Possedere uno strumento ed avere qualche conoscenza pregressa dello strumento è auspicabile, ma non sarà necessario in termini assoluti.»

E’ consigliabile avere il proprio strumento, ma possiamo prestare 2 mandolini.

Stage di danza

Danze della regione baltica (lituane, estoni, bielorusse) – TSK

La maggior parte delle danze è figurata, legata alla musica e basata principalmente sui ritmi della polka e del valzer. Proverete anche danze pazze e piene di energia! E se troverete delle nuove figure da aggiungere alla tua esperienza di danze balfolk, non esitate a provarle!

 

Danze folk norvegesi: Rudl e Pols (simili alla polska svedese) – TSK

Queste danze sono abbastanza calme e ancorate al suolo. Una viene dal nord (Pols) e l’altra dalla costa occidentale (Rudl). Entrambe richiedono molto equilibrio. Provatele e divertitevi!

Daumantas Čepulis

Musicista ed insegnante di ballo, danza fin dalla tenera età, dopo aver imparato da sua madre e da vari gruppi folcloristici. E’ stato in Norvegia per un anno per approfondire le danze locali e potenziare le sue abilità nel ballo. Al suo ritorno in terra natìa, ha rivolto la sua attenzione ai gruppi folcloristici lituani con lo scopo di migliorare la trasmissione della tradizione e la riappropriazione della tecnica di ballo di un tempo. Il suo stile di insegnamento è basato sull’esperienza data da diverse pratiche didattiche acquisite in Lituania e all’estero e su una lunga esperienza da ballerino.
Ha imparato a suonare da autodidatta, approfondendo la sua tecnica durante le numerose serate a ballo a cui ha partecipato. Suona due tipi di fisarmonica e bandoneón, da solo o con amici. Ora, alla guida dei TŠK di Vilnius, insegna balli e suona durante feste, concerti e festival.

Danze dei Paesi Baschi: fandango – Bilaka

Il fandango è senza dubbio la danza più famosa dei Paesi Baschi, sia per i baschi stessi sia all’estero. È un ballo di coppia su ritmo ternario, basato sul gioco d’avvicinamento dei ballerini, con un’intensa dinamica dei piedi e delle gambe. Il fandango si è diffuso in diverse regioni dei Paesi Baschi e le sue forme si differenziano da una zona all’altra: si distinguono variazioni nella sequenza dei movimenti, nello stile dei passi, degli appoggi o nel portamento dei ballerini.
I Bilaka vi proporranno d’imparare una delle versioni più accessibili del fandango, quella della loro regione: la provincia del Lapurdi (Labourd – dove si trovano Bayonne e Biarritz).
Scoprirete una prima versione semplice, di base, dei passi che lo compongono.
Potrete cosi lanciarvi, senza alcun timore, nel vostro primo fandango!

 

Danze dei Paesi Baschi: Mutxiko, salti baschi – Bilaka

Il Mutxiko, o salto basco, è una famiglia di balli “sociali” tradizionali molto diffusi nei Paesi Baschi, dove ogni festa è un’occasione per danzare. Ballate in cerchio queste danze sono composte da una sequenza di passi, senza ordine né senso particolare. Per rendere la danza accessibile a tutti, spesso i passi sono annunciati sul ritmo della musica.
Uno stage d’iniziazione vi sarà proposto dai componenti dei Bilaka, per farvi scoprire i passi principali dei Mutxiko, coi loro nomi e modi d’esecuzione, permettendovi così d’apprezzare e poter condividere le diverse danze dei Paesi Baschi.

 

Danze Sarde – Gianni Mereu

La danza tradizionale in Sardegna è sicuramente uno degli aspetti della cultura popolare attualmente tra i più praticati, soprattutto nelle zone interne dell’isola. È un ricco e variegato panorama di forme coreutiche, strutture musicali e contesti di esecuzione. Alquanto diversificate in relazione alla zona di origine, le danze sarde hanno sicuramente in comune la loro postura particolare, leggermente semi-seduta, che consente di mantenere il busto abbastanza rigido e di la parte inferiore del corpo, che può eseguire variazioni e abbellimenti caratteristici della singola danza. Originariamente erano eseguite in cerchio, a conferma dell’origine sacra, ma attualmente i ballerini, stretti in solida “presa”, alternano l’esecuzione del ballo in cerchio a quella a una o più coppie o in catena, anche di soli uomini o sole donne.
Durante lo stage si trasmetteranno vari aspetti del ballo sardo e della cultura in cui si è sviluppato. Partendo dalla storia delle sue origini e dalla sua evoluzione nel tempo, ci si soffermerà sull’analisi coreutica del ballo, toccando vari aspetti della musica e degli strumenti usati per accompagnarlo, considerandone anche la diffusione sul territorio.
Possono partecipare
 sia coloro che non hanno alcuna conoscenza delle danze sarde sia chi intende approfondirle.

 

Danze tradizionali del Sud Italia

Il laboratorio verterà sull’insegnamento della Pizzica Salentina. Dopo una breve contestualizzazione storica, inizieremo con l’esplorare i ritmi e i passi base, per prendere poi in considerazione le dinamiche relazionali, lo spazio circolare, le eventuali varianti e contaminazioni nel tempo, la relazione imprescindibile tra suono e movimento, le differenze ritmiche e coreutiche tra Alto e Basso Salento. Le danze saranno accompagnate sia da musica registrata che da musica dal vivo.

Paola Perrone

Paola Perrone, originaria della Calabria, segue un percorso parallelo di formazione coreutica e studi universitari, laureandosi nel 2005 in Storia della danza e del mimo. Si avvicina alle danze popolari nel 2008, seguendo corsi presso il centro di produzione e formazione danze del Mediterraneo TarantArte di Bologna (prima invece con Taranta Power), sotto la direzione artistica di Maristella Martella. Entra a far parte dell’omonima compagnia, partecipando a spettacoli in tutta Italia. Collabora come danzatrice con diverse formazioni musicali del mondo popolare e, come insegnante, tiene corsi per bambini e adulti a Bologna (Teatro del Baraccano, Danz’Aire, Museo della Musica) e sul territorio nazionale.

 

Bourrée a 3 tempi – Komred

“Dalle semplici forme di bourrée a tre tempi raccolte dall’associazione Les Brayauds, il nostro approccio sarà centrato sull’improvvisazione e la relazione con il partner. Dopo un consolidamento dei diversi passaggi base (appoggi, postura, relazione con il suolo…), ti condurremo nell’universo della bourrée in coppia, ballata attraverso l’improvvisazione e non con passi codificati in anticipo. Durante questo stage vedremo tutto ciò che rende questo ballo un momento di condivisione e cercheremo di renderlo una forma di espressione a cui ognuno può apportare il suo tocco personale grazie a: relazione tra musica e danza, gestione dello spazio, controllo dell’energia, libertà e vincoli di ciascuno, gioco e coinvolgimento nella danza, aggiunta di vari ornamenti (battiti, gesti, atteggiamenti).”

Lo stage è adatto a tutti i livelli: principiante non aver paura, sei il benvenuto!

 

Balli della Valle del Savena: potere e comunicazione – Dina Staro

L’incontro è pratico: intende far sperimentare alcuni balli della Valle del Savena, in provincia di Bologna, con indicazioni sul senso comunicativo che hanno i diversi gesti, passi e posture.

Placida Staro

Placida Staro, detta Dina, etnomusicologa ed etnocoreologa di fama internazionale, è violinista e cantante nei Suonatori della Valle del Savena.

 

Danze della Romagna – Giuseppe Scandiffio

Il repertorio proposto comprenderà i balli popolari dell’intera regione romagnola, dal mare alla montagna: spazierà dai tipici saltarelli alle schiere (a tre coppie), passando dalle allegre manfrine in cerchio, dalle danze di coppia (pre-liscio) sino ad arrivare ad una variante di quadriglia molto divertente.

Giuseppe Scandiffio

Inizia la sua attività di danza nei primi anni ‘90, frequentando seminari, corsi d’aggiornamento e stage di danze etniche tenuti dai più accreditati insegnanti del settore. Nel 1996 entra a far parte dell’Associazione Culturale L’Uva Grisa di Bellaria (RN), con la quale svolge un lavoro di ricerca permanente sulla cultura popolare romagnola. Si specializza e ne diviene istruttore di danza.
Attualmente è presidente dell’associazione culturale Fermento Etnico; il principale scopo di questa realtà è la valorizzazione della cultura e delle tradizioni popolari di diverse aree geografiche, attraverso la creazione, l’incentivazione e l’organizzazione di eventi e situazioni inerenti.

 

Hatha Yoga

Il dio Shiva, in una delle sue rappresentazioni, è Nataraja, signore della danza che schiaccia sotto di se “l’ignoranza”. Allo stesso tempo è lo yogi perfetto, eternamente immerso nella beatitudine e nel samadhi.

L’hatha yoga parte dall’aspetto più “basso”, cioè la percezione assoluta del corpo fisico/grossolano, aspetto fondamentale nella danza, per poi condurre al raggiungimento degli stadi di supercoscienza.

Salvo Angelico

SalvoSalvo Angelico si avvicina allo yoga giovanissimo e inizia il suo percorso come allievo della rinomata Accademia yoga a Roma. Contemporaneamente all’approfondimento dell’hatha yoga, studia yoga tantrico e shivaismo del Kashmir. Dopo anni di pratica intensa si diploma insegnante in India presso l’ashram Yoga Vidya Gurukulamî di Swami Ananda Saraswati.

Domenica 10 giugno

CONCERTI

 

14:30-16:30 – Cocanha

Tre voci, vibranti e sonore con percussioni basse ed acute: Tolosa è il punto di incontro di questo trio, che orgogliosamente canta la propria quotidiana lingua occitana. Le tre musiciste scavano nel repertorio tradizionale e ridanno vita a questo materiale vivido e risonante, enfatizzando la sua natura danzante e restituendogli una esuberante polifonia percussiva. Mani e piedi sottolineano il ritmo della danza. Con il suo bordone percussivo, il tamborin de còrdas dei Pirenei, o tamburo a corde, grezzo e accattivante, aggiunge un battito vitale al canto. Melodie, armonie  e ritmi vocali creano un’alchimia di voci: il bordone sostenuto, le note alte delle voci, l’unisono che dà un nodo alla gola agli ascoltatori, un vastissimo registro di suoni che fanno volare la fantasia.

 

16:50-18:30 – Carampana

Il quartetto, capitanato dal violinista e ricercatore etnomusicologo Roberto Bucci, rappresenta la più sincera tradizione, staccata e liscia, di Romagna e montagna bolognese. Ci presenteranno un repertorio da ballo molto ricco, ma anche a rischio di oblio.

 

18:50-20:50 – KV Express

Arriveranno dal Belgio i KV Express, un gruppo centrato sulla sua fondatrice, Sophie Cavez, che è uno dei più prolifici organettisti del Belgio. Insieme a Bo Waterschoot al basso e Jo Zanders alle percussioni, crea un suono fresco che unisce folk, jazz e rock, mescolati con molti stili del mondo tradizionale, specialmente dai continenti europeo e americano.
Fino ad oggi hanno pubblicato due album: LUNA nel 2007 e D-Sensation nel 2010. Entrambi trasmettono le radici popolari belghe eseguite con il vigore e la varietà ritmica tipici dei KV Express. Presentano brani belgi di alta qualità, musica acustica rilassante, creativa e crossover. I KV Express suonano un repertorio balfolk (bellissimi valzer, polke, scottish) nelle feste e nei club popolari del loro Paese, colpendo dritto al cuore dei ballerini.
Con il nuovo e terzo album Zafon sono pronti a farci divertire ancora!

Sophie Cavez: organetto, composizione
Bo Waterschoot: basso
Jo Zanders: percussioni
 

22:00-23:40 – Tomma Tommë

Domenico Celiberti e Alessia Cravero, polistrumentisti e cantatori da anni impegnati in diversi progetti di musica popolare del sud Italia, per l’occasione accompagnati dalla voce e dal tamburello di Antonella Tavaglione, giovane e valente suonatrice e cantatrice del Gargano, si ritrovano con un repertorio incentrato sui canti polivocali e sonate da ballo tradizionali in un viaggio sonoro fra Puglia, Campania, Basilicata e Calabria.

Preiscrizioni

Trekking sulle colline di Pietra di Luna

Come perdersi l’occasione di conoscere questo affascinante territorio, una splendida occasione per scoprire i profumi, i colori e gli odori di una tarda primavera sul limitare dell’estate! Dove lo sguardo domina la città e la pianura dall’alto, le colline di questa pietra speciale ci raccontano una storia che le lega ad essa.

Per informazioni approfondite su questo parco:
enteparchi.bo.it – Parco dei Gessi Bolognesi

 

Avventura speleologica alla grotta della Spipola

Venerdì 9 Giugno iniziamo il festival offrendo la possibilità di una visita alla GROTTA DELLA SPIPOLA che nel mondo è la più grande grotta ipogea nel gesso finora conosciuta!

  • Contributo economico al Parco dei Gessi: 5€ (in via eccezionale invece di 15€)
  • Ritrovo: ore 13:00 piazzetta del circolo ARCI di San Lazzaro, per organizzarsi con le macchine
  • Durata della visita: 2-3 ore
  • Equipaggiamento: indossare abiti adatti a una temperatura di 10 – 12° (compresi pantaloni lunghi), che possano sporcarsi di fango, stivali di gomma o scarponcini; consigliamo abiti di ricambio

Grotta della Spipola, Salone GiordaniGrotta della Spipola, Salone Giordani

Non aspettatevi passerelle e illuminazioni artificiali, la grotta della Spipola è un’AVVENTURA! E’ una visita speleologica che prevede l’uso di caschetti di sicurezza con illuminazione e un buon contatto fisico con roccia e fango. Non è per soli Iron Men, ma è comunque una bella avventura per riscaldare i muscoli in vista dei 3 giorni di balli.

A guidare la visita, dall’associazione La Nottola Aps-Asd un ballerino esperto di grotte insieme alle Guide del Parco dei Gessi: un’occasione unica, da non perdere!

Il giro viene organizzato esclusivamente per i partecipanti al Reno Folk Festival.
I POSTI SONO LIMITATISSIMI, quindi è necessario prenotare e iscriversi compilando l’apposito modulo d’iscrizione.

Maggiori informazioni sull’escursione alla grotta:
Escursione Speleologica nella grotta della Spipola

Balliamo sì… ma conoscendo il territorio!

La musica e il ballo popolare sono espressioni di una cultura locale che si è modellata ed evoluta in un particolare territorio: perciò abbiamo deciso di farvi conoscere quello che ospita il Reno Folk Festival, ricco della sua cultura locale tradizionale legata al paesaggio.

A cura dell’associazione La Nottola Aps-Asd: