Stage di musica

Canti occitani – Cocanha

Le tre cantanti di Cocanha propongono un momento di canto collettivo, basato sul repertorio occitano. Con giochi di ritmi e polifonie, il laboratorio si orienterà verso un pratica ludica e cadenzata del canto tradizionale, ora per condurre la danza, ora per provare l’energia collettiva del canto polifonico. La lingua occitana costituirà il nostro campo da gioco vocale: la mangeremo, assaporeremo, la faremo suonare insieme.

Numero massimo di partecipanti: 25

Tamburello sulle tecniche tradizionali della Puglia – Domenico Celiberti

Nella multiforme e variegata tradizione musicale del sud Italia, il tamburello ne è di sicuro l’elemento portante più arcaico e significativo. La varietà di ritmi, suoni e tecniche ad esso legato è l’espressione di altrettanta diversità della gente che vive e suona questa musica. In questa lezione cercheremo di esplorare alcuni differenti stili del macrogruppo della “Tarantella” nelle sue varianti locali in Puglia, in particolare verranno analizzate e proposte alcune tecniche sulla Pizzica pizzica del Salento e della bassa Murgia e dell’area del Gargano.

E’ consigliabile avere il proprio strumento, ma possiamo prestare 6 tamburelli.

Domenico Celiberti

Domenico Celiberti, affermato polistrumentista pugliese, da numerosi anni compie ricerca sul repertorio del suo territorio d’origine e collabora in tutta Italia, nonché in Francia, con molte formazioni musicali di impronta fortemente tradizionale (Capa Cupa, Tittomme, Tomma Tomme, Paranza del Geco, Le Bal Rital-Paris).

 

Mandolino bolognese da ballo – Lorenzo Cuppi

«Mi sono avvicinato al mandolino bolognese sin dall’infanzia tramite un parente acquisito, Nino Ricci, che amava farsi accompagnare alle feste familiari da mio padre Bruno, che era stato chitarrista semi-professionista nelle orchestrine da ballo negli anni ‘50 e ‘60.
Ad undici anni ebbi in regalo dalla nonna paterna un primo mandolino. Fu però soprattutto mio padre a riprendere in mano lo strumento, suonando alcuni brani di liscio antico bolognese e altri brani melodici, specie napoletani. Accompagnavo mio padre alla chitarra macinando accordi e giri armonici altrimenti desueti.
Da adolescente lasciai lo studio del mandolino, ma con l’arrivo in Inghilterra sentii il bisogno di imparare i brani di liscio bolognese di mio padre. Avevo anche ascoltato il più autorevole e ormai unico mandolinista bolognese filuzziano in attività, in arte Sisén, che aveva in repertorio alcuni brani di liscio antico.
Con questi studi, scavi nella memoria e ricerche ho così messo insieme un piccolo repertorio di valzer, mazurche e polke, tipiche della città e del suo circondario che si rifanno certamente al periodo ante-guerra e pre-Marcheselli ma sono stati trasmessi fino ad oggi.
Lo stage tratterà questo repertorio, la sua storia e le figure principali. Possedere uno strumento ed avere qualche conoscenza pregressa dello strumento è auspicabile, ma non sarà necessario in termini assoluti.»

E’ consigliabile avere il proprio strumento, ma possiamo prestare 2 mandolini.