Stages di danza

Equilibrio e baricentro, sperimentazione in contesti “insoliti”

1.FolkTrekking: Entrando a piedi in una cultura di ballo, con musica dal vivo dei Fragole & Tempesta

Venerdì 7 giugno dalle 10:00 alle 12:30 – Roberto Calzolari (La Nottola Aps-Asd) +Fragole & Tempesta

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Il movimento si concepisce in relazione allo spazio e ad esso è fortemente legato. Un territorio, nella sua morfologia, è uno degli elementi su cui si modella la cultura di un luogo; il modo di usare il corpo in una cultura è quindi legato anche alla morfologia territoriale su cui essa si sviluppa. Il ballo, che è espressione di una cultura, è legato quindi anche a una morfologia territoriale. Da qui un trekking per esplorare un territorio, uno stage di danza per sperimentare l’uso del corpo in un contesto territoriale rurale originale accompagnati dalla musica dei Fragole & Tempesta: utile per ogni tipo di ballerino di qualsiasi livello!

Informazioni utili
Attività gratuita.
Ritrovo: alle ore 09:45 nella piazzetta del Circolo ARCI San Lazzaro per organizzarsi con le macchine OPPURE alle ore 10:10 al parcheggio La Palazza (Via Benassi Renato Ponticella 77, 40068 San Lazzaro di Savena BO): si raggiunge in 10 min. di auto dalla sede del festival o in 1 ora a piedi!

2. Atmosfere Neotrad sperimentali… in grotta

Venerdì 7 giugno dalle 12:30 alle 16:30 – Roberto Calzolari (La Nottola Aps-Asd)

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In grotta vi è la TOTALE assenza di luce. E’ uno dei pochi luoghi dell’universo in cui questo fenomeno si verifica. Nemmeno nello spazio siderale vi è il buio assoluto. E ballare nel buio assoluto? Neanche nelle più sconsiderate fantasie avanguardiste di un “mazurkaro” da struscio. E che dire poi dell’uso del baricentro dove i punti di appoggio ci obbligano a usare tutto il corpo, stando a carponi o sdraiati, perché stare in piedi non è possibile? Ludibrio per ogni mescolatore di “contact impro”, “folkcontact”, o altre commistioni eccentriche! Ebbene, in questo stage faremo tutto questo! Mantenendo un lavoro costante sulla relazione tra morfologia territoriale, gestione del corpo e baricentro, per acquisire spunti e suggestioni, affronteremo l’esplorazione ipogea di una grotta complessa. Uno stage di ballo dove fino a ora nessuno era mai arrivato (forse per fortuna… ma lo scopriremo solo alla fine!). Nell’avanguardia della sperimentazione, ci sporcheremo di fango nel peggiore dei modi!

Informazioni utili
Lo stage sarà effettuato con una partecipazione minima di 10 persone!
Contributo economico (accesso alla grotta+dotazione del caschetto di sicurezza con illuminazione): 10€
Ritrovo: alle ore 12:30 al parcheggio La Palazza (Via Benassi Renato Ponticella 77, 40068 San Lazzaro di Savena BO): si raggiunge in 10 min. di auto dalla sede del festival o in 1 ora a piedi!
Equipaggiamento: indossare abiti adatti a una temperatura di 10 – 12° (compresi pantaloni lunghi), che possano sporcarsi di fango, stivali di gomma o scarponcini; consigliamo anche abiti di ricambio.

NB Non aspettatevi passerelle e illuminazioni artificiali: la grotta della Spipola è un’AVVENTURA! E’ una visita speleologica che prevede l’uso di caschetti di sicurezza e un buon contatto fisico con roccia e fango. 

Danze bretoni

Venerdì 7 giugno dalle 17:00 alle 19:00 – Ivan Rajalu

Lo stage si concentrerà sulle danze bretoni più comunemente ballate al Fest Noz, il bretone Folk Ball: Gavottes, Plinn, Ridées, Rond de Loudéac, Rond de Saint Vincent, An Dro, Avant Deux … Lo scopo del corso è quello di introdurre a ballare il moderno Fest Noz, pur portando una luce storica. Un’atmosfera rilassata e anticonformista sarà altamente raccomandata! Vieni vestito di nero e metallo.

Ivan Rajalu, fisarmonicista, violinista e ballerino è specializzato nel repertorio di Haute Bretagne. Con una laurea in musica tradizionale al conservatorio di Rennes, ha suonato e insegnato musica e danza per 15 anni negli eventi Festou Noz e Balfolk. Ex fisarmonicista di Beat Bouet Trio, possiamo trovarlo oggi sul palco con il suo assolo Ivan Du Rêve. Non conformista, amante di ambiance absurde, tradizioni popolari e Walt Disney, Ivan Rajalu è appassionato dell’ambiente della danza tradizionale, o meglio: revivalista in tutta la sua diversità.

Danze della Val Resia

Venerdì 7 giugno dalle 17:00 alle 19:00 – Gruppo folkloristico Val Resia

Il programma proposto dal Gruppo Folkloristico Val Resia comprende molte danze tipiche dell’alpina val Resia, accompagnate dal violino, il violoncello e il battito del piede. Tra queste le più caratteristiche che saranno proposte durante lo stage sono: Lipa ma Marica / Oh mia bella Maria, l’inno di tutti i resiani; Ta püstawa la danza del carnevale; Ta Zagatina, la danza di Zagata, località d’alpeggio; Čärni potök / Rio nero, Ta Solbaška, la danza di Stolvizza; Potï me döpo Lïpjë / Strade mie giù per Lipje; Kölu, la danza in cerchio e Ta Kuškrïtawa, la danza del coscritto.

Branle della Val d’Ossau

Sabato 8 giugno dalle 11:00 alle 13:00 – Nhac!

Questo stage vi porterà alla scoperta e alla pratica del branle de la Vallée d’Osseau. Ci approcceremo al branle in catena accompagnato dal canto (per lo più a risposta) et un po’ di musica strumentale (tamburin a corde et flauto o armonica). In base alla nostra progressione, lo danzeremo anche un po’ a coppie.

Balli staccati

Sabato 8 giugno dalle 11:00 alle 13:00 – Elisa e Carolina (Suonatori della Valle del Savena)

Lo stage è volto all’introduzione ai balli antichi dell’Appennino bolognese: manfrine, manfroni, contraddanze, tarantelle, e ancora giga, ruggeri, tresche e il liscio antico che si possono ballare ancora oggi nelle feste nella Valle del Savena.

Elisa e Carolina sono membri dei Suonatori della Valle del Savena, gruppo che riunisce, dal 1975, alcuni protagonisti delle serate di festa in montagna in rappresentanza delle formazioni da ballo dell’Appennino bolognese. La presenza di tale gruppo in teatri, rassegne e nelle incisioni discografiche di quegli anni ha ispirato la ricerca, lo studio e la ripresa delle arie da danza antiche dell’Appennino bolognese. Con l’aggiunta via via di nuove generazioni, i Suonatori hanno trasmesso in prima persona la cultura del ballo antico staccato e del liscio montanaro.

Danze greche – Tracia

Sabato 8 giugno dalle 14:00 alle 17:00 – Evritiki Zygia

Coming soon!

Salti del Béarn

Sabato 8 giugno dalle 14:00 alle 16:00 – Nhac!

Durante lo stage scopriremo e danzeremo i salti del Béarn (Los Cautères, La Piga, Lo Peiroton, Mariana…) attraverso un’attenta progressione delle difficoltà tecniche. In un’atmosfera ludica impareremo i passi e i punti di riferimento musicale necessari a condividere queste danze collettive individuali. 🙂

Danze della Romagna

Sabato 8 giugno dalle 16:00 alle 18:00 – Giuseppe Scandiffio

Il repertorio proposto comprenderà i balli popolari dell’intera regione romagnola, dal mare alla montagna: spazierà dai tipici saltarelli alle schiere (a tre coppie), passando dalle allegre manfrine in cerchio, dalle danze di coppia (pre-liscio) sino ad arrivare ad una variante di quadriglia molto divertente.

Giuseppe Scandiffio inizia la sua attività di danza nei primi anni ‘90, frequentando seminari, corsi d’aggiornamento e stage di danze etniche tenuti dai più accreditati insegnanti del settore. Nel 1996 entra a far parte dell’Associazione Culturale L’Uva Grisa di Bellaria (RN), con la quale svolge un lavoro di ricerca permanente sulla cultura popolare romagnola. Si specializza e ne diviene istruttore di danza.
Attualmente è presidente dell’associazione culturale Fermento Etnico: il principale scopo di questa realtà è la valorizzazione della cultura e delle tradizioni popolari di diverse aree geografiche, attraverso la creazione, l’incentivazione e l’organizzazione di eventi e situazioni inerenti.

La dinamica del corpo…danzante

Domenica 9 giugno dalle 11:00 alle 13:00 – Aurora Cavazzin

Niente a che vedere con Newton, formule o numeri…solo corpo, movimento e (si spera) divertimento! Perché solo conoscendo la dinamica del movimento possiamo riconoscerla nella danza e riprodurla, e poi variarla, arricchendo le nostre possibilità di espressione.
Ispirati dalle teorie di Rudolph Von Laban (teorico della danza dei primi del ‘900) andremo a studiare più da vicino questa fantomatica dinamica del movimento, a sperimentarne il peso ed i ritmi per capire come sfruttarla al meglio nell’apprendimento. La applicheremo poi alle basi del balfolk per stimolarci nell’improvvisazione: valzer, polke, scottish, mazurke e bourrée non saranno più le stesse!

Danzatrice amatoriale dalla tenerà età di 6 anni, Aurora Cavazzin ha seguito corsi di danza classica, contemporanea (secondo diverse tecniche) e jazz. 10 anni fa ha iniziato ad affiancare nell’insegnamento e a poco a poco si è ritrovata a essere insegnante. Dal 2015 a giugno 2018 ha seguito una formazione da danzatore per la comunità in cui ha approfondito le tecniche di conduzione di ateliers e percorsi di scoperta della danza rivolti ad un pubblico più vasto: adulti, bambini, ragazzi e anziani che non si sono mai avvicinati al mondo dello spettacolo. Sempre a giugno 2018 ha terminato i 2 anni di ciclo di formazione professionale della compagnia Michel Hallet
Eghayan a Lione.
Per quanto riguarda le danze folk ha sempre assistito con grande ammirazione agli spettacoli folkloristici del gruppo Baldanza (storica associazione di Torino) e nel 2010 ci si è finalmente avvicinata. Ha iniziato conoscendo le danze “internazionali” (balcaniche, israeliane, russe…) e successivamente ha abbordato le famigerate danze francesi di coppia. Dopo un periodo di vari concerti a ballo, ha cominciato a frequentare tutti gli stage e i festival a cui le finanze e le forze fisiche le permettevano di partecipare. Da marzo 2016 con alcuni amici ha fondato il gruppo Bal.Un per avvicinare gli studenti universitari torinesi al balfolk. Attraverso questa esperienza ha cominciato a domandarsi quali elementi presenti nella sua formazione di ballerina fossero più utili per danzare folk. A partire da queste e altre riflessioni all’interno del corso da danzatore per la comunità da novembre 2017 a aprile 2018 ha condotto un laboratorio di sperimentazione per i ballerini folk del torinese volto a dare loro qualche strumento in più sulle basi del movimento corporeo in generale e sulla conoscenza del corpo. Il percorso si è concluso con la creazione di una performance eseguita in piazza a Torino e intitolata Comunichiamo al Mondo