Sabato 9 febbraio – Le Matrioske & Archam

L’evento si svolgerà presso il Circolo ARCI San Lazzaro – Sala 77, in Via Bellaria 7, San Lazzaro di Savena (BO).

Orari:
Stages con Le Matrioske:
14.30-15.30 stage canto polivocale siciliano;
16.00-18.00 stage di danze siciliane.

21.00 doppio concerto con Le Matrioske e Archam!

Costi:
Singolo stage: 10 €
Doppio stage: 15 €
Singolo stage+concerti: 15 €
Doppio stage+concerti: 20 €
Solo concerti: 10 €

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Le Matrioske – Festa a ballu e bal folk

Il quartetto Le Matrioske vi propone il loro repertorio da ballo (vi purta u sonu): dalle antiche ed effervescenti campagne e sale da ballo siciliane ad un bal folk tinto di sonorità e melodie meridionali.
I modi della Sicilia sono frutto del suo essere terra aperta a ogni influsso che vi è giunto via Mediterraneo, molti dei valori ereditari sono incarnati nei gentili e divertentissimi incroci di ballo che si snodano su questa terra racchiusa dal mare.
Il gruppo Le Matrioske vi farà avere fra le mani e sotto i piedi quel sapore: propone le musiche tradizionali da ballo siciliane e ne produce nuove fioriture, accostando il passato e il presente per arricchire la radice senza snaturarla.
Per chi voglia stupirsi e mettersi in gioco accostando alle danze del bal folk francese quei balli che maggiormente spopolavano sulla terra di una delle isole più fascinose del Mediterraneo: la Sicilia

Le Matrioske:
Ciccio Piras: voce, chitarra, organetto, grancassa
Simona Ferrigno: percussioni, voce, danze
Virginia Maiorana: fisarmonica,voce
Roberta Miano: violino, banjolino, voce

Stage di canto polivocale siciliano

Nella musica popolare siciliana la polivocalità, cioè l’espressione musicale che prevede l’esecuzione vocale di due o più voci, è molto diffusa, sia in ambito urbano che contadino, sia in quanto complemento paraliturgico che durante le attività manuali.
Saranno affrontati canti tratti dai repertori che hanno accompagnato la vita delle “classi subalterne” (secondo la definizione dello studioso Alberto Cirese), per la precisione i canti polivocali della Settimana Santa, quelli che hanno ritmato e coordinato i movimenti dei pescatori di tonni o, ancora, quelli che hanno accompagnato le attività delle raccoglitrici.
Una generica panoramica sui vari aspetti del canto popolare verrà fornita agli stagisti, che impareranno a riproporre i canti polivocali tratti dal repertorio Siciliano attraverso l’apprendimento orale.

Stage di danze siciliane

Le Matrioske ci proporranno uno stage introduttivo ad alcune delle danze che balleremo durante i loro concerti. Si tratta di danze che ancora oggi troviamo in Sicilia: il ballettu/tarantella tradizionalmente staccato, ballato in coppia da uomo-uomo all’interno di una rota durante le feste stagionali, gli eventi sociali pubblici o privati. Altre danze risalgono all’Ottocento e provengono dalle sale aristocratiche del nord Europa e che in Sicilia hanno assunto forme e stili locali: il valzer fiorato, a tre o a sei, la sciatamarra di Caltavuturo, la musetta di Troina, i numerosissimi scottish che ancora oggi allietano le serate in tanti piccoli centri siciliani con le loro peculiarità (lanzet, quattro passi, tre passi, sciutissa). Infine non può mancare la danze che più rappresenta la vivacità del patrimonio coreutico siciliana: la divertentissima contraddanza!

Archam

Gli Archam sono un gruppo balfolk brutto e cattivo che suona male male male. Non ci si spiega perché la gente che li ascolta balli e si diverta, eppur lo fa. Indubbiamente i loro pezzi, un pessimo mix di influenze francesi, irlandesi, sarde e da tutto il bacino del mediterraneo, ahimè, in qualche modo fanno presa sui poveri danzatori.

Questo fenomeno di dubbio gusto ha avuto inizio a Bologna, noto luogo di perdizione, grazie alla presenza dei famigerati Giovani Danzatori Bolognesi, che ha nutrito e protetto i loschi figuri che lo animano.

Si noti che il nome “Archam” deriva dal dialettale arciàm, “richiamo”: si intuisce quindi la natura beffarda e ingannevole di tale empia entità.

I cospiratori che ne fanno parte, dei veri e propri perdigiorno, diciamolo, sono stati più volte riconosciuti e segnalati.

Archam:
Fosca: violino e voce
Lippo: chitarra, arpa e flauti
Giorgio: fisarmonica
Elisabetta: fisarmonica, fischio
Gloria: sega musicale e voce
Luca: mandola, chitarra e ukulele basso
Sebastiano: cajon, darbuka, voce

Domenica 24 marzo – La Machine

L’evento si svolgerà presso il Circolo ARCI San Lazzaro – Sala 77, in Via Bellaria 7, San Lazzaro di Savena (BO).

Orari:
14.00-16.00 Stage avanzato di danze di coppia con Raffaele Vitale
18.00-20.00 Concerto con La Machine

Costi:
Stage: € 10
Concerto: € 10
Stage + concerto: € 15

Non è necessaria preiscrizione per lo stage. Consigliamo di arrivare 15 minuti prima dell’orario di inizio per registrarsi e iniziare puntuali.

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Stage avanzato di danze di coppia con Raffaele Vitale

Il valse non è più un problema e la mazurka oramai è parte di me, eppure ancora adesso, per un ballo che funziona ce n’è più d’uno che non va ed è vero il vecchio adagio per cui c’è un solo ballo perfetto a serata.
Cosa fa un giro di valse? Cosa è un ma-zur-ka?
Cosa lo fa funzionare? Cosa no? Perché al ballo prima scivolavo per la sala ed ora mi sento pesante 100 kg? Com’è che sentivo il mio partner ed ora non so nemmeno dove ha il peso o dove vuole che porti il mio di peso?

Al di là della connessione come disposizione all’attenzione, ci concentreremo su tutti gli elementi pratici, reali al tatto, che nell’insieme costruiscono i movimenti nativi nelle danze di coppia bal-folk.

Lavoreremo per farli emergere, uno alla volta, dal contesto di movimento che già possediamo e costruiremo con essi un insieme di strategie consapevoli di movimento che, adattandosi alle varie situazioni, ci permettano di mantenere fluido e naturale ogni nostro ballo, nelle forme native e nelle interpretazioni personali.

Raffaele Vitale

A S. Lazzaro di nove anni fa, fui portato alla mia prima serata a ballo. Avido di capire, ho sempre lavorato sulle nostre danze di coppia tra stage, festival e l’aiuto di tante brave e tanti bravi insegnanti, cristallizzando anni di appunti, idee, problemi e soluzioni nel mio primo stage al festival 3temps (Portogallo) 4 anni fa.
Da allora ho continuato a lavorare per migliorare la didattica e affrontare i limiti che mi si riproponevano nel ballo al di là delle forme native, da cui è nata la collaborazione con il Boombal (Belgio) che mi vede preparare da oramai tre anni due stage avanzati all’anno.
Dopo Firenze, Trieste e Napoli Bologna sarà la mia quarta esperienza in Italia, che ha sempre riproposto sfide e domande diverse di quelle affrontate all’estero.

La Machine

“Senza dubbio uno dei migliori gruppi contemporanei sulla scena musicale francese. Quei quattro arrivano a mettervi in movimento ma non di colpo, a darvi la sensazione d’essere fisicamente svegli ma avere la testa altrove.

Hanno quel suono unico ghironda-cornamusa compatto e avvicente, sposato al groove ondeggiante e tribale della ritmica percussioni-contrabbasso… C’è anche la presenza carismatica di Julien Barbances, cantante dal timbro vocale grezzo, chiaro e dall’ampio vibrato. Al suo fianco vi sono Greg Jolivet, ghirondista elettro-acustico che sfrutta la sua virtuosità solamente se al servizio dell’insieme
Le composizioni sono ispirate, immerse nel bagno delle musiche popolari del centro della Francia. Gli arrangiamenti molto «roots», un misto di vecchio reggae, di maloya della Réunion e di musiche afro-cubane.
Si sente l’amore per l’ostinato, il loop e il bordone stordente. Ma La Machine resta un mistero: l’alchimia delicata e complessa di un suono unico, riconoscibile tra tutti e che trascende gli elementi che li compongono.
Una dolce e saggia miscela di danza e spiritualità, da ascoltare con i piedi per terra e la testa tra le nuvole”

La Machine:
Julien Barbances: canto, cornamusa, violino, pandeiro
Grégory Jolivet:  ghironda, cori
Jean-Laurent Cayzac: contrabbasso, chitarra, basso, cori
Florian Huygebeart (in alternanza: Marc Riou): percussioni, cori

Info su relais bellaria

Per chi è in cerca di un B&B, eccovi accontentati! Abbiamo cercato il meglio e l’abbiamo trovato! Poi non dite che non vi pensiamo abbastanza!

Basterà fare riferimento al nome dell’evento o a GIOVANI DANZATORI BOLOGNESI per accedere alle tariffe riservate.

Prezzi per una notte*

Camera Standard Doppia Uso Singola – € 65,00
Camera Standard Doppia (matrimoniale/twin) – € 80,00
Camera Tripla – € 100,00

Tariffe per camera per notte, comprensive di ricca prima colazione a buffet, parcheggio, wifi, palestra Technogym. NO TASSA DI SOGGIORNO!!

Cosa comprende:

Asciugamani, shampoo, bagno schiuma disponibili in camera
colazione inclusa
parcheggio gratuito videosorvegliato
wifi
Giornali e riviste italiane ed estere in formato digitale
Piscina esterna con idromassaggio + telo
Technogym® Fitness Room
10% di sconto sul menù a la carte per prenotazioni individuali al ristorante

Per prenotare: Hotel Relais Bellaria

Via Altura 11/bis – 40139 – Bologna
+39 051 453 103
www.hotelrelaisbellaria.com

*le tariffe sono bloccate e cancellabili fino alle ore 18 del giorno prima del giorno prenotato*

Giovedì 7 giugno

CONCERTI

 

21:00 – Suonatori della Valle del Savena

I Suonatori della Valle del Savena presentano al pubblico di città una testimonianza della cultura musicale delle valli bolognesi. Il gruppo riunisce sul palco tre generazioni di suonatori, tutti nati da un apprendistato tradizionale; eseguono quindi il repertorio dei balli antichi “ad orecchio”, insieme al liscio elaborato attraverso le orchestrine più moderne.

23:00 – Archam

Gli Archam sono un gruppo balfolk brutto e cattivo che suona male male male. Non ci si spiega perché la gente che li ascolta balli e si diverta, eppur lo fa. Indubbiamente i loro pezzi, un pessimo mix di influenze francesi, irlandesi, sarde e da tutto il bacino del mediterraneo, ahimè, in qualche modo fanno presa sui poveri danzatori.

Questo fenomeno di dubbio gusto ha avuto inizio a Bologna, noto luogo di perdizione, grazie alla presenza dei famigerati Giovani Danzatori Bolognesi, che ha nutrito e protetto i loschi figuri che lo animano.

Si noti che il nome “Archam” deriva dal dialettale arciàm, “richiamo”: si intuisce quindi la natura beffarda e ingannevole di tale empia entità.

I cospiratori che ne fanno parte, dei veri e propri perdigiorno, diciamolo, sono stati più volte riconosciuti e segnalati.

Fosca: violino, voce
Giorgio: fisarmonica
ElisaBetta: fisarmonica, fischio
Lippo: chitarra acustica e flauti
Luca: mandola, chitarra e ukulele basso
Sebastiano: cajon, darbuka, voce
Gloria: sega musicale, voce

Venerdì 8 giugno

CONCERTI

 

20:00-22:00 – Sonadores de Lobas


Il gruppo è nato in collaborazione con l’associazione
Lobas fondata da Gianni Mereu, che da oltre 30 anni si occupa della diffusione delle danze della Sardegna nei principali festival nazionali ed internazionali. L’ensemble ha in organico i principali strumenti della tradizione e in repertorio le molteplici danze dell’isola, caratterizzate da un forte impatto sonoro e ritmico.

 

22:30-00:30 – TŠK (Tradicinių Šokių Klubas)

“Suoniamo come liberi musicisti che volenterosamente si ritrovano ai balli. Ci piace la musica tradizionale e l’improvvisazione. Soprattutto cinque di noi suonano insieme durante gli eventi del Club di Danza Tradizionale di Vilnius (TŠK). Durante le feste suoniamo musiche folk lituane, lettoni, estoni, bielorusse, polacche e di altri luoghi. Nello stesso gruppo di cinque spesso rappresentiamo il TŠK (sia suonando durante i balli sia insegnando a ballare), in eventi maggiori a Vilnius ed in altre città.

Il Club di danza tradizionale
Dall’autunno del 2002 l’associazione della cultura etnica lituana organizza regolarmente eventi del TŠK (Club di Danza Tradizionale) a Vilnius. Gli obiettivi principali del club sono: diffondere le danze lituane tradizionali nella società; sviluppare metodi di insegnamento della danza tradizionale attraverso la cooperazione con insegnanti da tutta la Lituania e altre nazioni europee. Questo club è diventato popolare tra i danzatori di tutte le età e è oggi leader nella diffusione delle danze tradizionali. Il club è spesso visitato da studenti stranieri e da rappresentanti di club simili in Lettonia, Bielorussia, Estonia e altri luoghi. Seguendo l’esempio del TŠK altri club sono sorti in altre città. I danzatori del club di Vilnius frequentano i loro eventi e ne promuovono altri di  tipo educativo per attrarre le persone locali al movimento delle danze tradizionali.

TŠK:
Daumantas Čepulis: armonica
Teresė Andrijauskaitė: violino, mandolino
Milda Andrijauskaitė: violino, mandolino
Austėja Davulytė: violino
Raminta Medvedevaitė: tamburello


 

00:50-2:50 – ZEF


“Un desiderio comune di scuotere le convenzioni e di trascinare i ballerini in un giro mozzafiato! Un mix di personalità forti, una tempesta colorata sul palco… Concerti e danze, musica elettrizzante, ipnotica, dal neo-trad alla musica attuale.”


Così si presentano gli ZEF, gruppo francese che da oltre quindici anni si ispira alla tradizione musicale popolare transalpina e la ripropone in chiave moderna con composizioni originali.

Baltazar Montanaro: violino
Damien Dulau: chitarra
Jean-Michel Martineau: basso e flauti
Aurélien Claranbaux: organetto
Laurent Geoffroy: organetto


Consulta anche le pagine degli stage di danza, stage di musica e delle escursioni

Sabato 9 Giugno

CONCERTI

18:00-20:00 – Finale del concorso musicale “Mauro Burnelli”

I 3 finalisti del concorso musicale si esibiranno per trenta minuti ciascuno durante i quali eseguiranno i due brani inviati per le selezioni e altri pezzi a scelta attinenti al genere balfolk. Durante la serata del 9 giungo saranno decretati e premiati i vincitori!

 

21:00-23:00 – Komred

I Komred sono cinque giovani musicisti che hanno scoperto, insieme, molto presto, la musica e la danza tradizionale dell’Auvergne, a Gamounet presso l’associazione Les Brayauds dei fratelli Champion, che ha promosso la conoscenza delle radici musicali e coreutiche della Basse-Auvergne. I Komred sono sempre al servizio dei ballerini, con un ricco lavoro di arrangiamenti che sfrutta al meglio i timbri e le sonorità dei loro vari strumenti. Le bourrées e le altre melodie tradizionali sono lavorate, digerite, colorate…nel rispetto dello stile, del fraseggio e della cadenza. Aggiungendo a questo ricco repertorio locale le loro composizioni, i musicisti propongono un concerto a ballo dell’Auvergne energico e vivo che ha come filo conduttore la bourrée a tre tempi!

Clémence, Mathilde, Antoine, Cyril e Loïc si sono incontrati durante l’atelier di musica d’insieme presso Les Brayauds, sotto la supervisione di Jean-Marc Delaunay, Sonia Rogowski e Basile Brémaud. Dopo molti anni, durante i quali hanno scoperto il piacere di suonare in concerti a ballo, decidono nel 2003 di fondare il loro proprio gruppo: questi cinque musicisti si ritrovano in comité réduit (formazione ridotta) dal quale deriva proprio il loro nome “komred”. Da quel momento il gruppo anima numerosi balli, un po’ ovunque in Francia, attività che li porterà a registrare diversi dischi e a vincere numerosi premi e concorsi.

 

23:20-01:20 – Bilaka

Bilaka è il polo di produzione coreutica dei Paesi Baschi, un collettivo di Bayonne che accoglie e raggruppa ballerini e musicisti in progetti di ricerca e conservazione del patrimonio immateriale dei Paesi Baschi, dalle sue radici più popolari fino all’espressione più all’avanguardia.

Questi specialisti della danza e musica tradizionale basca saranno presenti al Reno Folk Festival 2018, oltre che per il concerto, per presentarvi  il loro spettacolo Soka, una loro recente creazione, ma anche per proporvi due stage di danza tradizionale basca e un ballo trad.

 

01:40-03:40 – Duo Montanaro-Cavez

Una fisarmonica e un violino
Un viaggio tra venti del nord e suoni dell’est
Un’emozione a volte improvvisata
A volte libero, morbido o teso …
Una musica senza confini, senza nome … libera

Il duo composto da Sophie Cavez (BE) e Baltazar Montanaro (FR) propone musica originale per organetto e violino. I due giovani musicisti, attivi da anni nell’ambito della musica tradizionale e acustica, presenteranno il repertorio dell’ultimo lavoro discografico Escale, prodotto dalla radio nazionale belga.

Una proposta artistica raffinata, intima, da non  perdere, in un concerto intenso con una musica senza frontiere, emozionante e coinvolgente da ascoltare e da ballare.

Baltazar Montanaro: violino, violino baritono
Sophie Cavez: organetto

Stage di musica

Canti occitani – Cocanha

Le tre cantanti di Cocanha propongono un momento di canto collettivo, basato sul repertorio occitano. Con giochi di ritmi e polifonie, il laboratorio si orienterà verso un pratica ludica e cadenzata del canto tradizionale, ora per condurre la danza, ora per provare l’energia collettiva del canto polifonico. La lingua occitana costituirà il nostro campo da gioco vocale: la mangeremo, assaporeremo, la faremo suonare insieme.

Numero massimo di partecipanti: 25

Tamburello sulle tecniche tradizionali della Puglia – Domenico Celiberti

Nella multiforme e variegata tradizione musicale del sud Italia, il tamburello ne è di sicuro l’elemento portante più arcaico e significativo. La varietà di ritmi, suoni e tecniche ad esso legato è l’espressione di altrettanta diversità della gente che vive e suona questa musica. In questa lezione cercheremo di esplorare alcuni differenti stili del macrogruppo della “Tarantella” nelle sue varianti locali in Puglia, in particolare verranno analizzate e proposte alcune tecniche sulla Pizzica pizzica del Salento e della bassa Murgia e dell’area del Gargano.

E’ consigliabile avere il proprio strumento, ma possiamo prestare 6 tamburelli.

Domenico Celiberti

Domenico Celiberti, affermato polistrumentista pugliese, da numerosi anni compie ricerca sul repertorio del suo territorio d’origine e collabora in tutta Italia, nonché in Francia, con molte formazioni musicali di impronta fortemente tradizionale (Capa Cupa, Tittomme, Tomma Tomme, Paranza del Geco, Le Bal Rital-Paris).

 

Mandolino bolognese da ballo – Lorenzo Cuppi

«Mi sono avvicinato al mandolino bolognese sin dall’infanzia tramite un parente acquisito, Nino Ricci, che amava farsi accompagnare alle feste familiari da mio padre Bruno, che era stato chitarrista semi-professionista nelle orchestrine da ballo negli anni ‘50 e ‘60.
Ad undici anni ebbi in regalo dalla nonna paterna un primo mandolino. Fu però soprattutto mio padre a riprendere in mano lo strumento, suonando alcuni brani di liscio antico bolognese e altri brani melodici, specie napoletani. Accompagnavo mio padre alla chitarra macinando accordi e giri armonici altrimenti desueti.
Da adolescente lasciai lo studio del mandolino, ma con l’arrivo in Inghilterra sentii il bisogno di imparare i brani di liscio bolognese di mio padre. Avevo anche ascoltato il più autorevole e ormai unico mandolinista bolognese filuzziano in attività, in arte Sisén, che aveva in repertorio alcuni brani di liscio antico.
Con questi studi, scavi nella memoria e ricerche ho così messo insieme un piccolo repertorio di valzer, mazurche e polke, tipiche della città e del suo circondario che si rifanno certamente al periodo ante-guerra e pre-Marcheselli ma sono stati trasmessi fino ad oggi.
Lo stage tratterà questo repertorio, la sua storia e le figure principali. Possedere uno strumento ed avere qualche conoscenza pregressa dello strumento è auspicabile, ma non sarà necessario in termini assoluti.»

E’ consigliabile avere il proprio strumento, ma possiamo prestare 2 mandolini.

Stage di danza

Danze della regione baltica (lituane, estoni, bielorusse) – TSK

La maggior parte delle danze è figurata, legata alla musica e basata principalmente sui ritmi della polka e del valzer. Proverete anche danze pazze e piene di energia! E se troverete delle nuove figure da aggiungere alla tua esperienza di danze balfolk, non esitate a provarle!

 

Danze folk norvegesi: Rudl e Pols (simili alla polska svedese) – TSK

Queste danze sono abbastanza calme e ancorate al suolo. Una viene dal nord (Pols) e l’altra dalla costa occidentale (Rudl). Entrambe richiedono molto equilibrio. Provatele e divertitevi!

Daumantas Čepulis

Musicista ed insegnante di ballo, danza fin dalla tenera età, dopo aver imparato da sua madre e da vari gruppi folcloristici. E’ stato in Norvegia per un anno per approfondire le danze locali e potenziare le sue abilità nel ballo. Al suo ritorno in terra natìa, ha rivolto la sua attenzione ai gruppi folcloristici lituani con lo scopo di migliorare la trasmissione della tradizione e la riappropriazione della tecnica di ballo di un tempo. Il suo stile di insegnamento è basato sull’esperienza data da diverse pratiche didattiche acquisite in Lituania e all’estero e su una lunga esperienza da ballerino.
Ha imparato a suonare da autodidatta, approfondendo la sua tecnica durante le numerose serate a ballo a cui ha partecipato. Suona due tipi di fisarmonica e bandoneón, da solo o con amici. Ora, alla guida dei TŠK di Vilnius, insegna balli e suona durante feste, concerti e festival.

Danze dei Paesi Baschi: fandango – Bilaka

Il fandango è senza dubbio la danza più famosa dei Paesi Baschi, sia per i baschi stessi sia all’estero. È un ballo di coppia su ritmo ternario, basato sul gioco d’avvicinamento dei ballerini, con un’intensa dinamica dei piedi e delle gambe. Il fandango si è diffuso in diverse regioni dei Paesi Baschi e le sue forme si differenziano da una zona all’altra: si distinguono variazioni nella sequenza dei movimenti, nello stile dei passi, degli appoggi o nel portamento dei ballerini.
I Bilaka vi proporranno d’imparare una delle versioni più accessibili del fandango, quella della loro regione: la provincia del Lapurdi (Labourd – dove si trovano Bayonne e Biarritz).
Scoprirete una prima versione semplice, di base, dei passi che lo compongono.
Potrete cosi lanciarvi, senza alcun timore, nel vostro primo fandango!

 

Danze dei Paesi Baschi: Mutxiko, salti baschi – Bilaka

Il Mutxiko, o salto basco, è una famiglia di balli “sociali” tradizionali molto diffusi nei Paesi Baschi, dove ogni festa è un’occasione per danzare. Ballate in cerchio queste danze sono composte da una sequenza di passi, senza ordine né senso particolare. Per rendere la danza accessibile a tutti, spesso i passi sono annunciati sul ritmo della musica.
Uno stage d’iniziazione vi sarà proposto dai componenti dei Bilaka, per farvi scoprire i passi principali dei Mutxiko, coi loro nomi e modi d’esecuzione, permettendovi così d’apprezzare e poter condividere le diverse danze dei Paesi Baschi.

 

Danze Sarde – Gianni Mereu

La danza tradizionale in Sardegna è sicuramente uno degli aspetti della cultura popolare attualmente tra i più praticati, soprattutto nelle zone interne dell’isola. È un ricco e variegato panorama di forme coreutiche, strutture musicali e contesti di esecuzione. Alquanto diversificate in relazione alla zona di origine, le danze sarde hanno sicuramente in comune la loro postura particolare, leggermente semi-seduta, che consente di mantenere il busto abbastanza rigido e di la parte inferiore del corpo, che può eseguire variazioni e abbellimenti caratteristici della singola danza. Originariamente erano eseguite in cerchio, a conferma dell’origine sacra, ma attualmente i ballerini, stretti in solida “presa”, alternano l’esecuzione del ballo in cerchio a quella a una o più coppie o in catena, anche di soli uomini o sole donne.
Durante lo stage si trasmetteranno vari aspetti del ballo sardo e della cultura in cui si è sviluppato. Partendo dalla storia delle sue origini e dalla sua evoluzione nel tempo, ci si soffermerà sull’analisi coreutica del ballo, toccando vari aspetti della musica e degli strumenti usati per accompagnarlo, considerandone anche la diffusione sul territorio.
Possono partecipare
 sia coloro che non hanno alcuna conoscenza delle danze sarde sia chi intende approfondirle.

 

Danze tradizionali del Sud Italia

Il laboratorio verterà sull’insegnamento della Pizzica Salentina. Dopo una breve contestualizzazione storica, inizieremo con l’esplorare i ritmi e i passi base, per prendere poi in considerazione le dinamiche relazionali, lo spazio circolare, le eventuali varianti e contaminazioni nel tempo, la relazione imprescindibile tra suono e movimento, le differenze ritmiche e coreutiche tra Alto e Basso Salento. Le danze saranno accompagnate sia da musica registrata che da musica dal vivo.

Paola Perrone

Paola Perrone, originaria della Calabria, segue un percorso parallelo di formazione coreutica e studi universitari, laureandosi nel 2005 in Storia della danza e del mimo. Si avvicina alle danze popolari nel 2008, seguendo corsi presso il centro di produzione e formazione danze del Mediterraneo TarantArte di Bologna (prima invece con Taranta Power), sotto la direzione artistica di Maristella Martella. Entra a far parte dell’omonima compagnia, partecipando a spettacoli in tutta Italia. Collabora come danzatrice con diverse formazioni musicali del mondo popolare e, come insegnante, tiene corsi per bambini e adulti a Bologna (Teatro del Baraccano, Danz’Aire, Museo della Musica) e sul territorio nazionale.

 

Bourrée a 3 tempi – Komred

“Dalle semplici forme di bourrée a tre tempi raccolte dall’associazione Les Brayauds, il nostro approccio sarà centrato sull’improvvisazione e la relazione con il partner. Dopo un consolidamento dei diversi passaggi base (appoggi, postura, relazione con il suolo…), ti condurremo nell’universo della bourrée in coppia, ballata attraverso l’improvvisazione e non con passi codificati in anticipo. Durante questo stage vedremo tutto ciò che rende questo ballo un momento di condivisione e cercheremo di renderlo una forma di espressione a cui ognuno può apportare il suo tocco personale grazie a: relazione tra musica e danza, gestione dello spazio, controllo dell’energia, libertà e vincoli di ciascuno, gioco e coinvolgimento nella danza, aggiunta di vari ornamenti (battiti, gesti, atteggiamenti).”

Lo stage è adatto a tutti i livelli: principiante non aver paura, sei il benvenuto!

 

Balli della Valle del Savena: potere e comunicazione – Dina Staro

L’incontro è pratico: intende far sperimentare alcuni balli della Valle del Savena, in provincia di Bologna, con indicazioni sul senso comunicativo che hanno i diversi gesti, passi e posture.

Placida Staro

Placida Staro, detta Dina, etnomusicologa ed etnocoreologa di fama internazionale, è violinista e cantante nei Suonatori della Valle del Savena.

 

Danze della Romagna – Giuseppe Scandiffio

Il repertorio proposto comprenderà i balli popolari dell’intera regione romagnola, dal mare alla montagna: spazierà dai tipici saltarelli alle schiere (a tre coppie), passando dalle allegre manfrine in cerchio, dalle danze di coppia (pre-liscio) sino ad arrivare ad una variante di quadriglia molto divertente.

Giuseppe Scandiffio

Inizia la sua attività di danza nei primi anni ‘90, frequentando seminari, corsi d’aggiornamento e stage di danze etniche tenuti dai più accreditati insegnanti del settore. Nel 1996 entra a far parte dell’Associazione Culturale L’Uva Grisa di Bellaria (RN), con la quale svolge un lavoro di ricerca permanente sulla cultura popolare romagnola. Si specializza e ne diviene istruttore di danza.
Attualmente è presidente dell’associazione culturale Fermento Etnico; il principale scopo di questa realtà è la valorizzazione della cultura e delle tradizioni popolari di diverse aree geografiche, attraverso la creazione, l’incentivazione e l’organizzazione di eventi e situazioni inerenti.

 

Hatha Yoga

Il dio Shiva, in una delle sue rappresentazioni, è Nataraja, signore della danza che schiaccia sotto di se “l’ignoranza”. Allo stesso tempo è lo yogi perfetto, eternamente immerso nella beatitudine e nel samadhi.

L’hatha yoga parte dall’aspetto più “basso”, cioè la percezione assoluta del corpo fisico/grossolano, aspetto fondamentale nella danza, per poi condurre al raggiungimento degli stadi di supercoscienza.

Salvo Angelico

SalvoSalvo Angelico si avvicina allo yoga giovanissimo e inizia il suo percorso come allievo della rinomata Accademia yoga a Roma. Contemporaneamente all’approfondimento dell’hatha yoga, studia yoga tantrico e shivaismo del Kashmir. Dopo anni di pratica intensa si diploma insegnante in India presso l’ashram Yoga Vidya Gurukulamî di Swami Ananda Saraswati.